giovedì 6 novembre 2014

PIUMINI: M5S EUROPA, ATROCITA’ DIETRO GRANDI MARCHI, INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Ancora una volta un’inchiesta giornalistica porta alla luce una verità scomoda quanto atroce: grazie al servizio “Siamo tutti oche” della trasmissione Report andata in onda domenica 2 novembre, abbiamo assistito all’ennesima sofferenza, a volte addirittura letale, cui sono sottoposti innocenti animali. Stiamo presentando apposita interrogazione per far luce su quanto emerso dal servizio della giornalista Sabrina Giannini. L’inchiesta mostra come vengono strappate le piume delle oche, materia prima per l’imbottitura di giubbini e giacconi con riferimento ad un grosso marchio del made in Italy. Tutto questo avviene nonostante le normative europee vietino espressamente simili atrocità sull’animale. L’Europa consente infatti l’utilizzo sul mercato di piumino d’oca ricavato solo dalla caduta naturale delle piume. In particolare l’art. 3 della direttiva 98/58CE del Consiglio, riguardante la protezione negli animali negli allevamenti chiede espressamente agli Stati membri di vigilare affinché sia garantito il benessere degli animali. Come Movimento 5 Stelle non abbiamo intenzione di rimanere inerti rispetto a questa storia e chiediamo alla Commissione quali iniziative abbia adottato o intenda adottare per il rispetto della direttiva. La nostra proposta è chiara: l’introduzione di un marchio volontario che certifichi il rispetto della normativa vigente per i prodotti contenenti piume d’oca. L’indignazione di fronte alla realtà presentataci da Report è totale, a farne le spese sono in primis gli animali sottoposti a torture inaccettabili, in secondo luogo i consumatori -che comprano prodotti con prezzi maggiorati di oltre venti volte rispetto al reale valore- e poi l’industria manufatturiera italiana, abbandonata per produrre in paesi in cui lo sfruttamento dei lavoratori è ancora all’ordine del giorno”.

I Portavoce del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo.

mercoledì 5 novembre 2014

L'austerità a colpi di 80 euro!!!

In tutti i giornali e nelle televisioni di partito è ormai assodato che questa manovra finanziaria targata Renzi sarà espansiva, ovvero farà ripartire redditi e occupazione in controtendenza alle manovre di Monti e Letta. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità". È la dritta di Joseph Goebbels, Ministro per la Propaganda di Hitler, e sembra che l'informazione e il governo italiano si siano adeguati volentieri.
Basterebbe inchiodare il premier davanti alle analisi di istituti quali Banca d'Italia, Istat, Cnel e Corte dei Conti, come un giornalismo serio e indipendente dovrebbe fare. Da queste autorevoli rilevazioni la stabilità di Renzi esce a pezzi: crescita zero o quasi (e abbiamo imparato che le previsioni sul Pil sono sempre ottimistiche), disoccupazione stabile, questa sì, a livelli altissimi, consumi stagnanti, debito pubblico ancora in ascesa.

L'arma di distrazione di massa, ancora una volta, sono 80 euro. Non ci sono investimenti pubblici infrastrutturali, non c'è finanziamento diretto alla ricerca, non c'è alcun piano industriale e i tagli alle tasse sono per lo più virtuali (come la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato) o a favore della grande impresa (come il taglio Irap sulla componente lavoro), ma in compenso poche famiglie potranno beneficiare di un'altra mancetta se avranno la pazza idea di fare un figlio. Stiamo parlando del bonus bebè servito in pompa magna nel salotto della D'Urso.
Prendiamo allora ad esempio una di queste famiglie "privilegiate" e vediamo se nel 2015, a conti fatti, avrà 80 euro in più in tasca al mese o si tratta dell'ennesima illusione. La legge di stabilità, al nuovo nato, regala queste prospettive:
- 4 miliardi di ulteriori tagli alle Regioni, 1 miliardo alle Province e 1,2 miliardi ai Comuni. Tagli senza alcuna logica di merito, lineari come Mario Monti ci ha insegnato. Questa è austerità allo stato puro e per rispettare i nuovi vincoli di bilancio gli Enti locali dovranno prima alzare il costo dei servizi e poi eliminarne molti senza pietà. Un costo enorme per le famiglie e un nuovo giro di vite sulla sanità, la scuola, il trasporto pubblico...
- La fregatura del TFR in anticipo in busta paga. Ben sapendo che i consumi saranno di nuovo colpiti da questa manovra il Governo dà la possibilità di decurtare parte della liquidazione, tassata con aliquota agevolata (11%) e usufruirne da subito pagando un'aliquota ordinaria (17%). Renzi e sodali si vantano di avere fiducia nel cittadino, ora libero di fare dei suoi soldi ciò che vuole. Dimenticano di osservare che molte famiglie sono allo stremo, indebitate o affamate, e non hanno altra scelta che distruggersi il futuro per galleggiare nel presente, soprattutto se c'è un bimbo da mantenere.
- Il secondo aumento in due anni della tassazione sui fondi pensione, la cosiddetta previdenza integrativa, dall'11% al 20%. Insieme alla farsa del TFR si attacca quindi la possibilità di godersi la vecchiaia e magari di sostenere figli e nipoti dopo decenni di regolare servizio al Paese.
- L'aumento della tassazione dal 5% al 15% sulle partite Iva fino ai 15.000 euro, ovvero per il regime dei minimi.
- Il fantasma delle clausole di salvaguardia, con aumento generalizzato dell'Iva (compresa quella agevolata) e delle accise sul carburante dal 2016, nel caso probabile in cui l'assurdo vincolo del 3% deficit/Pil sia a rischio.
Ecco un antipasto di cosa attende l'anno prossimo le famiglie italiane. Con o senza l'elemosina degli 80 euro sarà un massacro, venduto come una rivoluzione espansiva e anti-tasse. Bugie di un Sistema dell'austerità che ha nell'euro e nei trattati europei il suo ombelico e nell'Italia di Renzi un alleato fedelissimo.

Fonte: http://goo.gl/0p6PWF


martedì 4 novembre 2014

Compensazione crediti-cartelle Equitalia: sta funzionando!!!

Ricordate la la battaglia del MoVimento 5 Stelle, vinta, per consentire a imprese e professionisti di compensare le cartelle Equitalia con i crediti vantati presso la Pubblica Amministrazione, in pratica quelli che lo Stato paga alle calende greche? Ebbene, dopo l'arrivo dei decreti attuativi in Gazzetta Ufficiale, molte imprese stanno finalmente sfruttando l'ottima possibilità per il 2014.
Il MoVimento aveva ottenuto questa misura con un emendamento al vecchio decreto "Destinazione Italia" del governo Letta e poi aveva lottato duramente per una pronta emanazione del decreto attuativo. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale quasi un mese fa e sono sempre di più gli imprenditori che si avvalgono di questa opzione per prendere una boccata d'ossigeno.
La compensazione riguarda adesso i debiti (che siano pari o inferiori ai crediti) iscritti a ruolo fino al 31 marzo scorso, mentre il termine precedente era il 31 dicembre 2012. Inoltre, il meccanismo riguarda "crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili", per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, maturati nei confronti delle Pubblica amministrazione. Mentre i debiti Equitalia di cui si parla sono in sostanza tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l'assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali.
Malgrado le chiacchiere del premier, lo Stato tarda a pagare i suoi debiti, mentre le imprese soffrono e muoiono massacrate dalla crisi e dal fisco. Il lavoro del M5S in Parlamento concede a molte di esse un sospiro di sollievo che può diventare una chance di rilancio.

Fonte: http://goo.gl/t2207d


lunedì 3 novembre 2014

Il falso aumento del PIL ci toglie denaro vero!!!

Non bastano le misure della troika, l'austerity, i tagli alle retribuzioni e alle pensioni, oltre che ai posti di lavoro; non bastano nemmeno i salassi imposti alle aziende con la tassazione.
Arriva infatti una nuova pretesa da questa Europa delle banche e della burocrazia: versarle più contributi sulla base di una recente revisione al calcolo del Prodotto Interno Lordo, applicata addirittura in modo retroattivo.
Poche settimana fa, l'Europa ha rivisto i dati statistici necessari per la definizione del PIL, (un parametro cardine tra l'altro per il Fiscal Compact), ottenendo l'effetto immediato di far sembrare i conti del Paese nettamente migliorati. E' però una foglia di fico (d'India), dal momento che la percentuale 'migliorativa' dovuta alle attività sommerse protagoniste della ridefinizione è artificiosa e non c'è stato di fatto alcun apporto effettivo alle entrate statali.
Nonostante ciò, oggi siamo di fronte ad una Commissione Europea che chiede una sorta di conguaglio all'Italia: una revisione delle quote che sono dovute, proprio sulla base di questo maggiore PIL inventato a tavolino. E il tutto dovrebbe essere versato il primo dicembre di quest'anno, con un chiaro impatto negativo per le casse dello Stato, già alle prese con la morsa del rapporto deficit/PIL al 3%.
In sostanza, in Europa ci hanno fatto credere che il nostro PIL è stato sottostimato negli ultimi 19 anni e ora pretendono che, avendo avuto casse più floride di quanto dichiarato, ci si debba ulteriormente dissanguare per 'risarcirli' delle loro presunte mancate entrate. Sarebbe proprio il caso di dire "cornuti e mazziati".

Fonte: http://goo.gl/UJXvyY


domenica 2 novembre 2014

Come viene prodotto il denaro, e perché?


1) L'unico modo di aumentare la massa monetaria è attraverso i prestiti che le banche effettuano, utilizzando anche il meccanismo della riserva frazionaria.

2) Ogni prestito va restituito, e su ogni prestito è applicato un interesse.

Due semplici fatti, incontrovertibili: ogni libro di economia li spiega, e ne potete leggere anche qui: http://bit.ly/vhW64b

Da questi due semplici fatti, si deduce quanto segue.

a) Detta X la somma dei prestiti globali al tempo t ancora non restituiti, detta Y la somma degli interessi accorpati su X al tempo t, visto il punto (1) possiamo dire che la massa monetaria al tempo t è proprio X.

b) Se X è sia l'accorpamento dei debiti che la massa monetaria, se ne deduce che il denaro necessario a ripagare l'interesse Y *non esiste*.

c) L'unico modo di ripagare Y quindi è creare un'espansione di massa monetaria con un prestito, come descritto al punto (1).

d) Dal punto (2) sappiamo che un prestito va sempre restituito con gli interessi, e quindi si ritorna quindi al punto (a).

Se ne deduce che X+Y non può mai essere interamente restituito.

Questo non significa che un determinato prestito non possa essere restituito, perché per come funziona l'economia globale è sempre possibile ripianare un debito *localmente*: quando le banche emettono prestiti, creano il denaro costituente il prestito, ma non creano il denaro necessario al pagamento dell'interesse, mettendo così in competizione tra loro i beneficiari dei prestiti, i quali tentano di "sottrarsi" l'un l'altro i denari necessari al pagamento del debito, attraverso lo scambio sul libero mercato. Alla fine qualcuno ci riesce a ripianare il suo debito (ma qualcuno resta con il cerino acceso in mano e fallisce).

Guardando l'economia nel suo insieme, però, ed accorpando debiti (X) ed interessi (Y), quel che accade è che *globalmente* il debito, per costruzione, come appena visto non può mai essere ripianato.

Questo *non* è un problema di per sé: il debito è come la carota davanti all'asino, serve a farlo camminare. Il problema esiste quando qualcuno, per interessi politici o speculativi o qualsiasi altro interesse che esula dall'interesse comune, decide che è giunto il momento di ripianare quel debito: chi prende questa decisione sa benissimo che è impossibile ripianarlo, e l'unico effetto che ottiene è il disastro sociale.

Documento ufficiale della Federal Reserve, la Banca Centrale Americana, che spiega come viene creato il denaro nel sistema economico...

 

sabato 1 novembre 2014

Stabilità: tagli ai comuni per 1,2 miliardi. Renzi vassallo dell'austerità!!!

La Legge di Stabilità 2015 è un'altra mazzata per gli Enti Locali, non solo per le Regioni, ma anche per i Comuni.
All'art. 35 comma 16 del testo si impongono ai Comuni 1,2 miliardi di euro di tagli alla spesa. Significa, nei vincoli del Patto di Stabilità interno, costringere le amministrazioni locali a tagli dei servizi o aumento del costo degli stessi.
L'idea guida è la solita: tagli lineari per rispondere ad una emergenza economica che il Governo non fa nulla per scongiurare. Al di là dell'immagine da paladino della flessibilità che sta cercando di costruirsi, Renzi dimostra ancora una volta di eseguire alla lettera i dettami della Commissione europea. Tutto il peso di questa presa in giro ricadrà sulle spalle di cittadini e imprese.
Non solo. La diminuzione delle tasse prevista dal Governo nel testo originario della stabilità, già di per sé compensata dai tagli lineari alla spesa, è ora dimagrita per non far mancare niente all'austerità europea. Il deficit per il 2015 è fissato al 2,6%, rispetto al 2,9% sbandierato da Renzi prima dell'intervento di mamma Europa.
Se consideriamo che l'Italia spende circa il 4,5% del Pil in interessi sul debito pubblico, scopriamo che lo Stato toglie liquidità dall'economia reale, per ingrassare la rendita finanziaria sui titoli di Stato (buona parte della quale a beneficio di creditori esteri). In termini tecnici l'Italia ha un avanzo primario vicino al 2%, ovvero toglie ai cittadini con le tasse il 2% in più di quello che spende, tolti gli interessi sul debito.
Non per caso nella manovra di Renzi non c'è spazio per investimenti produttivi e lavoro. Stritolata da vincoli di bilancio assurdi in un periodo di recessione e interessi sul debito da capogiro, l'Italia si trova impoverita e in profonda crisi sociale.
E questo da anni. Renzi non ha per nulla cambiato verso e per abbassare le tasse ha pensato di tagliare indirettamente servizi agli Enti locali, costringendoli anche ad aumentare le tasse locali.
I tagli ai Comuni, alle Province e alle Regioni sono austerità allo stato puro. A parte la capacità di vendere pentole in televisione tra Monti, espressione diretta della Troika, e Renzi, che si finge premier anti-austerità, non vi è alcuna differenza, come dimostra il ministro dell'economia Padoan, dotato di un curriculum del tutto simile a quello del rettore della Bocconi.

Fonte: http://goo.gl/Co19cZ


Cos’è il Controllo del Vicinato

Nato negli Stati Uniti negli anni 60/70 e arrivato in Europa partendo dalla piccolissima Mollington nel Cheshire in Gran Bretagna (1982), il Neighbourhood Watch è adottato da decenni in innumerevoli città americane come per esempio Chicago e Los Angeles e inglesi, come Oxford, Londra ed Edimburgo e ancora in Canada, Australia e Nuova Zelanda e in un’infinità di centri minori in tutti i Paesi anglosassoni. Il Controllo del vicinato conta già ben 10 milioni di persone aderenti (vedi la pagina link utili).
Il programma prevede l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione. Questa attività è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli. Lo scopo è quello di comunicare a chiunque passi nell’area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno dell’area.
Un insieme di piccole attenzioni fa sì che i molti occhi di chi abita il quartiere rappresentino un deterrente per chi volesse compiere furti o altro genere di illeciti “da strada” come graffiti, scippi, truffe, vandalismi ecc. La collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza che verrà percepito da tutti i residenti e particolarmente dalle fasce più deboli come anziani e bambini.
Il senso di vicinanza, unito alla certezza che al suono di un allarme, a un’invocazione di aiuto o di fronte a qualunque altra situazione “anomala” ci sia un tempestivo intervento del vicinato, fa sì che ci si senta maggiormente protetti all’interno della propria abitazione e della propria area, rafforzando nel contempo i legami all’interno di una comunità diventata più unita e consapevole.
Anche le Forze dell’Ordine beneficeranno di questa attività. L’instaurazione di un dialogo continuo e sensibile con esse, unito alla sorveglianza della propria via non potranno che migliorare la qualità delle segnalazioni fatte dai cittadini.


Fonte: http://controllodelvicinato.it/